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Tutto quello che c’è da sapere sulle informazioni legali obbligatorie per il tuo sito web

Un artigiano lancia il suo sito vetrina un venerdì, riceve una diffida il lunedì successivo: mancava il nome dell’host e…

Femme professionnelle consultant les mentions légales obligatoires d'un site internet sur son ordinateur portable dans un bureau moderne

Un artigiano lancia il suo sito vetrina un venerdì, riceve una messa in mora il lunedì successivo: mancava il nome dell’hosting e i dati di contatto. Le informazioni legali obbligatorie non sono un blocco di testo decorativo in fondo alla pagina. Esse impegnano la responsabilità dell’editore fin dalla messa online, indipendentemente dal tipo di sito, che si tratti di un blog personale, di una vetrina professionale o di un negozio online.

Informazioni legali di un sito internet: cosa richiede realmente la legge LCEN

La legge per la fiducia nell’economia digitale (LCEN) del 21 giugno 2004 impone a ogni editore di sito di rendere accessibili informazioni che permettano di identificarlo. Si parla spesso di “pagina delle informazioni legali”, ma la legge non specifica il formato: richiede che queste informazioni siano visibili, complete e facilmente accessibili per ogni visitatore.

Il contenuto varia a seconda dello stato giuridico dell’editore. Per una persona giuridica (SAS, SARL, SA), devono essere presenti la denominazione sociale, la forma giuridica, l’importo del capitale sociale, l’indirizzo della sede legale, un indirizzo email, un numero di telefono, il numero SIREN e la menzione RCS seguita dalla città del tribunale.

Per una persona fisica (impresa individuale, micro-impresa), si indicano nome e cognome, accompagnati dalla menzione “imprenditore individuale” o dalle iniziali “EI”, nonché l’indirizzo di residenza.

Un punto spesso trascurato: l’identificazione dell’hosting è un obbligo distinto. Nome o ragione sociale, indirizzo e numero di telefono dell’hosting devono figurare nelle informazioni legali, come si può verificare sul sito Bois & Jardin 42 che mostra questi elementi in modo conforme.

SIREN, RCS, SIRET: confusione frequente sui numeri di registrazione

Professionista che analizza una lista di controllo delle informazioni legali obbligatorie durante una riunione in open space

Si vedono regolarmente siti che mostrano un numero SIRET pensando di spuntare la casella “registrazione”. I testi si riferiscono al numero SIREN e alla menzione RCS seguita dalla città del tribunale per le attività commerciali. Il SIRET completo (che include il NIC dell’ente) può essere mostrato, ma non sostituisce la menzione RCS quando è richiesta.

Per le attività artigianali, si applica il numero di registrazione al registro delle imprese. Le professioni regolamentate aggiungono il riferimento alle norme professionali, il titolo professionale, lo Stato membro di rilascio e il nome dell’ordine o dell’organismo presso cui sono iscritte.

In pratica, il miglior approccio consiste nel verificare le informazioni di registrazione applicabili alla propria situazione piuttosto che copiare un modello generico trovato online. Un modello pensato per una SARL commerciale non sarà adatto a un osteopata in esercizio libero.

Medatore dei consumatori: una menzione obbligatoria spesso assente dai siti e-commerce

Molti siti di vendita dimenticano questo obbligo o si accontentano di una linea vaga. Un professionista che vende ai consumatori deve informare questi ultimi sul mediatore dei consumatori di cui fa parte. I suoi dati di contatto e l’indirizzo del suo sito devono figurare in modo visibile e leggibile, sia nelle informazioni legali, nelle CGV o sui buoni d’ordine.

L’obbligo non riguarda il semplice fatto di avere un sito di vendita: riguarda la vendita ai consumatori. Un sito B2B puro non è soggetto a questo requisito. Ciò implica scegliere un mediatore competente per il proprio settore, non solo aggiungere una menzione generica copiata e incollata.

  • Identificare il mediatore competente per il proprio settore (alcuni settori hanno un mediatore settoriale, altri ricorrono a un mediatore convenzionale)
  • Visualizzare il nome del mediatore, il suo indirizzo postale e l’URL del suo sito sulla pagina delle informazioni legali o nelle CGV
  • Verificare che la convenzione di mediazione sia aggiornata, poiché un mediatore la cui referenza è scaduta non soddisfa l’obbligo

RGPD e cookie: le informazioni da non confondere con la politica sulla privacy

Giovane donna che legge le informazioni legali di un sito internet su un tablet in un salotto accogliente

Le informazioni legali e la politica sulla privacy sono due documenti distinti, anche se a volte si trovano fusi sui piccoli siti. La CNIL ricorda che le informazioni legali identificano l’editore, mentre la politica sulla privacy dettaglia il trattamento dei dati personali in conformità al RGPD.

Per quanto riguarda i dati personali, le informazioni legali devono almeno indicare:

  • Le finalità della raccolta dei dati (modulo di contatto, newsletter, ordine)
  • La base giuridica del trattamento (consenso, esecuzione di un contratto, interesse legittimo)
  • I destinatari dei dati personali e, se del caso, l’identità dei fornitori che memorizzano i dati trattati per l’editing del servizio
  • I diritti degli utenti (accesso, rettifica, cancellazione, portabilità) e la procedura per esercitarli

Da quando i testi sono stati riorganizzati nel 2024, l’obbligo di identificare i fornitori di archiviazione dei dati è stato chiarito. I vecchi modelli di informazioni legali, basati sulla numerazione precedente della LCEN, meritano un aggiornamento su questo punto specifico.

Per quanto riguarda i cookie, il banner di consenso e la gestione delle preferenze rientrano in un obbligo separato. Un banner cookie non sostituisce le informazioni legali, e viceversa. Entrambi devono coesistere.

Sanctions e controllo: cosa rischia un sito non conforme

L’assenza di informazioni legali è passibile di una multa che può arrivare fino a un anno di reclusione e una multa per le persone fisiche, con importi più elevati per le persone giuridiche. Oltre alla sanzione penale, il rischio più comune rimane la messa in mora da parte di un concorrente o di un consumatore scontento, che può verificarsi in qualsiasi momento.

I controlli della DGCCRF riguardano regolarmente la conformità dei siti e-commerce, compresa la presenza del mediatore e l’accuratezza delle informazioni di identificazione. Un sito le cui informazioni legali mostrano un indirizzo obsoleto o un numero RCS errato è esposto tanto quanto un sito che non ne ha affatto.

Il riflesso più utile rimane quello di rileggere le proprie informazioni legali ad ogni cambiamento di stato: trasferimento della sede, cambio di hosting, passaggio da micro-impresa a società, rinnovo del mediatore. Una pagina redatta alla creazione del sito e mai aggiornata finisce quasi sempre per diventare non conforme.

Tutto quello che c’è da sapere sulle informazioni legali obbligatorie per il tuo sito web